domenica 5 febbraio 2023

Sabato 28 gennaio 2023 - da Somasca al rifugio Camposecco (LC)


Da Somasca al rifugio Camposecco: quando programmi di passeggiare in scioltezza per massimo venti minuti e ti ritrovi invece a respirare come un mantice, ponendoti la domanda di rito: ma chi me lo ha fatto fare?
Spesso decidiamo le nostre uscite all'ultimo secondo utile: un breve sguardo alle mappe di Mr. G**gle, due conti sul dislivello e l'approvazione, con tanto di Piano B.
Quest ‘ultimo utile nel caso in cui le mie gambe e il mio fiato non siano in sintonia con l'Universo.
Confesso che ormai la mia tendenza è di giocare al risparmio: in questo periodo mi attirano più il silenzio e i paesaggi da ammirare possibilmente a km0.
Detto ciò, la meta di oggi avrebbe dovuto concludersi alla Rocca dell'Innominato.
Mezz'ora di salita, con controllo del respiro naso-naso, come lo yoga insegna, con i "vritti" che inevitabilmente si scontrano nella mente e il premio finale che si conquista abbandonando lo sguardo verso i profili dei monti e le distese azzurre del lago.
Fosse stato per me, avrei piantato le tende presso le rovine del castello  e avrei vagato nel blu celeste, in attesa di scorgere il volo a planare di qualche rapace.
Ma A. mi sprona a raccogliere ogni mio grammo di buona volontà, per raggiungere il rifugio Camposecco.
Titubante acconsento, con la facoltà di giocarmi il jolly. ( leggasi Piano B: ritorno incondizionato alla base)
Oggettivamente il tratto che collega la Rocca a Camposecco non è nulla di impegnativo: quaranta minuti di salita fra boschi di querce e castagni e sublimi punti panoramici.
Io, invece, ho sempre un conto in sospeso con respiro e muscoli assenti.
Non fa dunque testo il tempo da me impiegato, ma un click testimonia il mio traguardo.
a.t.






Verso la Valletta 


La Scala Santa







Verso la Rocca dell'Innominato











Grigna meridionale








Camposecco








sabato 7 gennaio 2023

Sabato 7 gennaio 2023 - Pusiano - Santuario della Madonna della Neve

Partiamo dal paese di Pusiano verso il Santuario della Madonna della Neve.
Il rintocco delle campane ci scuote: è già mezzogiorno.
Oggi il tempo pare srotolarsi con estrema lentezza, come ancora agganciato al mondo dei sogni. Sarà la leggera foschia che avvolge i monti e accarezza il lago, sarà la mancanza di luce o il silenzio che torna ad aleggiare pochi minuti dopo le dodici. 
Raggiungiamo via della Madonna della Neve da dove parte la mulattiera che s’inerpica fra i boschi di castagni, pini, querce e faggi.
La prima parte del percorso è una via crucis, in senso figurato (a tratti, il fiato e gambe lanciano veri gridi d’allarme) e in senso stretto (ai lati del percorso una serie di cappelle ricordano le tappe dei Misteri del Rosario).
Poco prima del Santuario ha inizio lo squarcio della cava di Pusiano, in disuso ormai da decenni.
Il cielo denso di nubi e la foschia, che si fa sempre più fitta, ci impediscono di ammirare il panorama che si dovrebbe aprire sul lago.
Una striscia d’azzurro s'illumina poi per qualche minuto e il profilo del Resegone appare in tutta la sua magnifica bellezza.

Nota a margine: il Santuario della Madonna della Neve è datato XVI secolo, ma è stato rimaneggiato e restaurato a più riprese, fino a denaturarlo completamente.
Per gli amanti del Segantini: tredici riproduzioni delle opere giovanili del pittore sono presenti fra le vie di Pusiano, dove egli dimorò tra il 1881 e il 1888.

a.t.










































a.t.